IL VIAGGIO DELLA MEMORIA
Titolo: TI INSEGUO MEMORIA
Installazione pavimentale
Tecnica mista: acrilico con disegni in polvere di metallo
Supporto iuta e gesso
Dimensioni: telai iuta 20x20cm, Installazione dimensioni variabili
Questa installazione si compone di una costellazione di piccole opere realizzate su iuta e gesso, materiali primari e materici che richiamano la dimensione arcaica della superficie rocciosa. Ogni modulo appare come una tessera autonoma ma parte di un insieme più ampio, una sorta di mappa simbolica che dialoga con la memoria ancestrale.
I pittogrammi, tracciati con polvere di metallo, emergono come incisioni contemporanee: il metallo cattura e riflette la luce, creando vibrazioni e bagliori che evocano il gesto rituale e il segno primordiale. L’uso dell’aerografo con colori acrilici genera campiture intense e stratificate — rossi ferruginosi, verdi terrosi, blu minerali, ocra e arancio — che richiamano le cromie naturali delle pitture rupestri.
Il riferimento iconografico e concettuale rimanda alla Grotta dei Cervi di Porto Badisco, nei pressi di Otranto, sito di straordinaria importanza per l’arte parietale preistorica e riconosciuto nel patrimonio culturale tutelato dall’UNESCO. Come nelle pareti della grotta, anche qui i simboli non rappresentano semplicemente figure, ma condensano significati rituali, cosmologici e identitari.
I segni evocano figure antropomorfe stilizzate, danzatori, simboli solari, motivi spiraliformi e segni totemici. La ripetizione modulare costruisce un ritmo visivo che suggerisce una narrazione collettiva: ogni simbolo è un frammento di un linguaggio antico, forse perduto, ma ancora capace di parlare attraverso la forma.
La scelta della iuta, con la sua trama grezza e organica, amplifica il senso di arcaicità, mentre il gesso crea una superficie irregolare che trattiene il colore e la polvere metallica come fosse pigmento minerale depositato nel tempo. L’effetto complessivo è quello di una parete rituale contemporanea, un archivio visivo di segni ancestrali che mette in relazione passato e presente.
L’installazione diventa così uno spazio di contemplazione e memoria: un dialogo tra gesto primitivo e sensibilità attuale, tra materia povera e luminosità metallica, tra segno tribale e linguaggio artistico contemporaneo.
Elisabetta Accoto
Installazione pavimentale
Tecnica mista: acrilico con disegni in polvere di metallo
Supporto iuta e gesso
Dimensioni: telai iuta 20x20cm, Installazione dimensioni variabili
Questa installazione si compone di una costellazione di piccole opere realizzate su iuta e gesso, materiali primari e materici che richiamano la dimensione arcaica della superficie rocciosa. Ogni modulo appare come una tessera autonoma ma parte di un insieme più ampio, una sorta di mappa simbolica che dialoga con la memoria ancestrale.
I pittogrammi, tracciati con polvere di metallo, emergono come incisioni contemporanee: il metallo cattura e riflette la luce, creando vibrazioni e bagliori che evocano il gesto rituale e il segno primordiale. L’uso dell’aerografo con colori acrilici genera campiture intense e stratificate — rossi ferruginosi, verdi terrosi, blu minerali, ocra e arancio — che richiamano le cromie naturali delle pitture rupestri.
Il riferimento iconografico e concettuale rimanda alla Grotta dei Cervi di Porto Badisco, nei pressi di Otranto, sito di straordinaria importanza per l’arte parietale preistorica e riconosciuto nel patrimonio culturale tutelato dall’UNESCO. Come nelle pareti della grotta, anche qui i simboli non rappresentano semplicemente figure, ma condensano significati rituali, cosmologici e identitari.
I segni evocano figure antropomorfe stilizzate, danzatori, simboli solari, motivi spiraliformi e segni totemici. La ripetizione modulare costruisce un ritmo visivo che suggerisce una narrazione collettiva: ogni simbolo è un frammento di un linguaggio antico, forse perduto, ma ancora capace di parlare attraverso la forma.
La scelta della iuta, con la sua trama grezza e organica, amplifica il senso di arcaicità, mentre il gesso crea una superficie irregolare che trattiene il colore e la polvere metallica come fosse pigmento minerale depositato nel tempo. L’effetto complessivo è quello di una parete rituale contemporanea, un archivio visivo di segni ancestrali che mette in relazione passato e presente.
L’installazione diventa così uno spazio di contemplazione e memoria: un dialogo tra gesto primitivo e sensibilità attuale, tra materia povera e luminosità metallica, tra segno tribale e linguaggio artistico contemporaneo.
Elisabetta Accoto
Elisabetta Accoto: L'Estetica dell'Assenza e la Materia Memoria
Elisabetta Accoto è un'artista visiva, art director e docente la cui indagine concettuale si muove lungo il sottile confine che separa la materia dall' essenza . La sua ricerca, avviata nel 2000 con il diploma in Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce, trova il suo nucleo originario nella riflessione sul "segreto delle cose". Ispirandosi alla poetica dell'assenza di Domenico Gnoli, Accoto trasforma l'oggetto in un pretesto per esplorare ciò che non è visibile, ma profondamente presente.
Tra Sperimentazione e Impegno Civile
Il percorso dell'artista si distingue per una profonda consapevolezza dei materiali. Dalle prime incisioni della serie Mondo Sorriso — dove polveri e scarti industriali su lastre metalliche diventano messaggi universali privi di destinatario — fino alle recenti sperimentazioni sulla "materia invisibile" , Accoto esplora il potenziale semantico del rifiuto.
Nelle sue ultime produzioni, l'artista opera una sorta di alchimia contemporanea:
Micropitture: Realizzate con microplastiche e scarti organici, frammenti di un'antropizzazione invasiva.
Transmedialità: Il passaggio alla digitalizzazione trasforma lo scarto in sorgenti luminose, microcosmi visivi che invitano a una riflessione critica sul consumo e sulla sostenibilità.
Una Vocazione Multidisciplinare
La sua figura professionale si articola in una rara sintesi tra creazione, didattica e gestione culturale. Dal 2008 è docente di ruolo per il Ministero dell'Istruzione e del Merito, un ruolo che nutre e si nutre della sua attività di ricerca. La sua formazione specialistica — che spazia dal management dello spettacolo alla tutela del patrimonio — converge dal 2019 nella direzione di SpazioGem a Roma. Questo studio d'arte e associazione culturale rappresenta oggi un polo nevralgico per la promozione delle arti visive, dei workshop e della progettualità curatoriale.
Presenza nel Sistema dell'Arte e Riconoscimenti
Attiva dal 2014 nel movimento del Presenteismo , Elisabetta Accoto ha consolidato la propria posizione nel panorama nazionale e internazionale partecipando a prestigiosi premi e rassegne. La sua traiettoria espositiva e concorsuale vanta presenze costanti in contesti di alto profilo:
· Rassegne Internazionali: Premio Arte Laguna (edizioni 19/23/26), Luxembourg Art Prize (dove ha ottenuto il Certificato di Merito Artistico 2025 ), Artavita25 , Circle Foundation25 e il Premio Modigliani (23/26).
· Concorsi Nazionali di Prestigio: Premio Terna , Combat Prize 25 , Quotidiana '06 , Mellone Art Prize 25 , e le partecipazioni alla Rome Art Week (24-25).
Impegno Istituzionale: Il concorso “Costruire la pace” presso l'Università La Sapienza di Roma, i concorsi BeNatural/BeWild e il Premio Zanolo (vinto al Concorso Nazionale di Pittura Contemporanea del Comune di Trivero). A questi si aggiunge il riconoscimento del Premio Celeste 05 , che l'ha selezionato come artista di rilievo per la comunicazione mediatica , confermando la capacità del suo lavoro di dialogare con i nuovi linguaggi della contemporaneità. La Realizzazione plastico urbano per la riqualificazione del centro storico della città di Giurdignano (Le) '08.
Si rimanda al cv artistico link e sito
https://www.canva.com/design/DAGEhx1F_j8/Ynjjzl5pVfqkUXt0U2a_sw/view?utm_content=DAGEhx1F_j8&utm_campaign=designshare&utm_medium=link&utm_source=publishsharelink&mode=preview
www.spaziogem.it
Elisabetta Accoto è un'artista visiva, art director e docente la cui indagine concettuale si muove lungo il sottile confine che separa la materia dall' essenza . La sua ricerca, avviata nel 2000 con il diploma in Decorazione presso l'Accademia di Belle Arti di Lecce, trova il suo nucleo originario nella riflessione sul "segreto delle cose". Ispirandosi alla poetica dell'assenza di Domenico Gnoli, Accoto trasforma l'oggetto in un pretesto per esplorare ciò che non è visibile, ma profondamente presente.
Tra Sperimentazione e Impegno Civile
Il percorso dell'artista si distingue per una profonda consapevolezza dei materiali. Dalle prime incisioni della serie Mondo Sorriso — dove polveri e scarti industriali su lastre metalliche diventano messaggi universali privi di destinatario — fino alle recenti sperimentazioni sulla "materia invisibile" , Accoto esplora il potenziale semantico del rifiuto.
Nelle sue ultime produzioni, l'artista opera una sorta di alchimia contemporanea:
Micropitture: Realizzate con microplastiche e scarti organici, frammenti di un'antropizzazione invasiva.
Transmedialità: Il passaggio alla digitalizzazione trasforma lo scarto in sorgenti luminose, microcosmi visivi che invitano a una riflessione critica sul consumo e sulla sostenibilità.
Una Vocazione Multidisciplinare
La sua figura professionale si articola in una rara sintesi tra creazione, didattica e gestione culturale. Dal 2008 è docente di ruolo per il Ministero dell'Istruzione e del Merito, un ruolo che nutre e si nutre della sua attività di ricerca. La sua formazione specialistica — che spazia dal management dello spettacolo alla tutela del patrimonio — converge dal 2019 nella direzione di SpazioGem a Roma. Questo studio d'arte e associazione culturale rappresenta oggi un polo nevralgico per la promozione delle arti visive, dei workshop e della progettualità curatoriale.
Presenza nel Sistema dell'Arte e Riconoscimenti
Attiva dal 2014 nel movimento del Presenteismo , Elisabetta Accoto ha consolidato la propria posizione nel panorama nazionale e internazionale partecipando a prestigiosi premi e rassegne. La sua traiettoria espositiva e concorsuale vanta presenze costanti in contesti di alto profilo:
· Rassegne Internazionali: Premio Arte Laguna (edizioni 19/23/26), Luxembourg Art Prize (dove ha ottenuto il Certificato di Merito Artistico 2025 ), Artavita25 , Circle Foundation25 e il Premio Modigliani (23/26).
· Concorsi Nazionali di Prestigio: Premio Terna , Combat Prize 25 , Quotidiana '06 , Mellone Art Prize 25 , e le partecipazioni alla Rome Art Week (24-25).
Impegno Istituzionale: Il concorso “Costruire la pace” presso l'Università La Sapienza di Roma, i concorsi BeNatural/BeWild e il Premio Zanolo (vinto al Concorso Nazionale di Pittura Contemporanea del Comune di Trivero). A questi si aggiunge il riconoscimento del Premio Celeste 05 , che l'ha selezionato come artista di rilievo per la comunicazione mediatica , confermando la capacità del suo lavoro di dialogare con i nuovi linguaggi della contemporaneità. La Realizzazione plastico urbano per la riqualificazione del centro storico della città di Giurdignano (Le) '08.
Si rimanda al cv artistico link e sito
https://www.canva.com/design/DAGEhx1F_j8/Ynjjzl5pVfqkUXt0U2a_sw/view?utm_content=DAGEhx1F_j8&utm_campaign=designshare&utm_medium=link&utm_source=publishsharelink&mode=preview
www.spaziogem.it


















